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40.000 avvocati saranno domiciliatari di INPS

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Ben 40.000 avvocati del libero foro saranno domiciliatari dell'avvocatura dell'INPS per "aiutare" i 313 avvocati in organico all'Ente (ai quali resterà affidata la responsabilità dell'attività difensiva e lo ius postulandi) a gestire le circa 750.000 cause che riguardano l'Ente e che ne fanno (come riferisce Antonio Mastrapasqua -presidente e commissario straordinario INPS- in un articolo intitolato "L'INPS apre ai legali esterni", pubblicato su ilsole24ore del 14/2/09) "il maggior azionista del contenzioso italiano". I 40.000 avvocati (tanti saranno all'inizio e forse in seguito ancor di più) collaboreranno coll'istituto in base ad un contratto che prevederà, tra l'altro, un patto di non concorrenza nei confronti dell'INPS riguardante i due anni successivi alla cessazione del rapporto con l'Ente. I domiciliatari saranno individuati attraverso una procedura articolata così articolata: 1) richiesta dei direttori regionali dell'INPS ai Consigli dell'Ordine degli Avvocati delle singole regioni di trasmettere elenchi di professisti interessati alla domiciliazione; 2) elaborazione di elenchi di professionisti, su base provinciale, da parte dei Consigli degli Ordini, a seguito di sondaggi sulla disponibilità degli iscritti agli albi a svolgere gli incarichi di domiciliazione; 3) formazione, da parte della Direzione Generale INPS in accordo con il coordinatore generale legale, di liste provinciali degli avvocati incaricati. Per ogni pratica il domiciliatario dovrebbe ricevere la somma di euro 250,00 oltre IVA e casa avvocati. Per aderire alla proposta dell'INPS gli interessati dovranno essere iscritti all'albo da almeno due anni, avere una polizza assicurativa per responsabilità professionale con validità residua non inferiore a tre anni ed "essere in possesso delle competenze per trattare le controversie proprie dell'ente". L'Avv. Giuseppe Sileci, presidente dell'AIGA, associazione giovani avvocati, oltre a ritenere inadeguata la proposta di € 250,00 a pratica ha affermato: "lascia perplessi l'inserimento di un patto di non concorrenza in un rapporto di prestazione d'opera intellettuale". Leggo in un articolo intitolato "Emergenza contenziosi - Avvocati in corsa all'INPS", su ilsole24ore del 14/2/09: "... L'impressione, però, è che la fantasia sia entrata prepotentemente nel mercato del patrocinio legale. E che abbia portato alla nascita di una sorta di ammortizzatore sociale che forse, visti i numeri, potrebbe dare un pò di respiro a una professione ancora in cerca di identità per il futuro".
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