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URGENTE: scrivi all'Antitrust contro le proposte gattopardesche di riforma dell'avvocatura

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PROVOCARE L'INTERVENTO DELL'ANTITRUST PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. ECCO PERCHE'. Il 19 maggio 2009 s'è riunito il "comitato ristretto" della Commissione Giustizia del Senato, incaricato di coordinare le proposte di legge che pendono di fronte a quel ramo del Parlamento per la riforma della professione forense. Pare che le modifiche che il Senato potrebbe adottare alle presentate proposte si incentrino su tariffe professionali senza vincoli e su una maggiore selezione nell'accesso alla professione. Il "comitato ristretto" si appresterebbe subito dopo le elezioni di giugno a convocare informalmente alcune sigle rappresentative della professione (cnf, oua, aiga, cassa forense) per discutere di questi punti chiave che potrebbero essere inseriti nel testo che la Commissione Giustizia potrebbe esaminare al più presto in sede referente. Il grave è che, come afferma il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, sarebbe intenzione della Commissione approvare il testo di riforma prima dell'estate nel pieno accordo tra maggioranza e opposizione.

In fondo le proposte di legge presentate sono tutte volte al riconoscimento di una disciplina su misura per gli avvocati, dei quali intendono esaltare la specificità rispetto agli altri professionisti. A mio parere la specificità tanto reclamata non è mai stata negata e mai lo potrebbe essere dal nostro ordinamento. Esistono già varie leggi professionali, nate per rispettare le ovvie specialità. DUNQUE, porre l'accento sulla necessità di salvaguarsdare la specificità dell'avvocatura e presentare una completa riforma della stessa (a se stante rispetto alla generale riforma delle professioni e nemmeno limitata ai temi che il Presidente del C.N.F. nella sua relazione del 12 marzo 2008 indicò come urgentemente bisognosi di riforma <per i quali leggi di seguito>) è evidentemente strumentale alla salvaguardia di una inaccettabile eccezionalità di disciplina rispetto alle regole della concorrenza che, invece, debbono trovare conferma -senza eccezioni per gli avvocati- nelle singole regolamentazioni specifiche delle varie professioni. Il disegno perseguito si comprende meglio se si considera quel che significherebbe in concreto la c.d. "costituzionalizzazione" dell'avvocatura, recentemente reclamata anche dall'OUA: di null'altro si tratterebbe se non della consacrazione in Costituzione di una posizione eccezionale della professione forense rispetto alle altre libere professioni, capace di giustificare (come taluni desiderano) la non applicazione alla professione forense delle regole comunitarie sulla concorrenza, nonchè dell'ormai costituzionalizzato principio di concorrenza.

L'ANTITRUST DOVREBBE ESSERE CHIAMATO AD INTERVENIRE: SCRIVIAMOGLI !!!

LEGGI DI SEGUITO I TEMI INDICATI DAL PRESIDENTE DEL C.N.F., il 12/3/2008, COME BISOGNOSI DI URGENTE RIFORMA ...

Ha scritto Guido Alpa nella sua relazione del 12 marzo 2008 sull'attività del C.N.F. " ... D’altra parte, senza sottrarre la disciplina della professione forense ai principi generali che si vogliono introdurre per tutte le professioni intellettuali, è necessario che l’agenda governativa e parlamentare tengano conto di urgenze che non possono attendere il percorso lungo, ato, incerto, delle grandi riforme. Tante volte abbiamo richiesto un intervento limitato ad apportare alcune modifiche essenziali, rimettendo poi la soluzione dei grandi temi a interventi più sistematici. Ma abbiamo trovato una comprensione di facciata oppure una trasparente indifferenza. Mi riferisco in particolare: alla riforma degli esami di abilitazione all’esercizio della professione, alla istituzione di un albo onale ufficiale degli avvocati, alla riforma del procedimento disciplinare, alla introduzione dell’obbligo della assicurazione obbligatoria per la responsabilità professionale, alla riforma delle sistema tariffario. Tutti aspetti che non toccano le altre professioni, non intaccano il principio di libera concorrenza, non costituiscono un costo per l’erario, non producono ricadute negative od effetti distorsivi per il mercato, non sono dannose per i cittadini. Anzi, non avrebbero che effetti positivi nel segno della trasparenza, della qualificazione professionale, della efficienza dell’assistenza legale".

 

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Vale sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre vale la pena di dare una risposta (O. Wilde)