(da www.dirittodelleprofessioni.it )
Dalla newsletter n. 58 del Consiglio Nazionale Forense del 20/12/2011
"Riforma forense/ Il governo si impegna ad appoggiare il progetto alla Camera.
Attuare la riforma della professione forense con legge, appoggiando la proposta ferma alla Camera dei deputati. Questo per “ garantire il conseguimento degli obiettivi economici rivolti alla stabilità del mercato e alla ripresa economica e salvaguardare al contempo i principi, anche costituzionalmente garantiti, sui quali si fonda la professione forense e l'antica tradizione giuridica nazionale preservandone il decoro, l'autonomia e l'indipendenza”.
E’ questo l’impegno assunto dal Governo, che ha accettato un ordine del giorno (n. 9/4829-A/178, presentato dall’onorevole Frassinetti) in occasione della votazione alla camera dei deputati venerdì 16 dicembre del decreto Salva-Italia.
L’ordine del giorno rileva quello che l’avvocatura sostiene da quando è stata approvata la legge di stabilità e cioé che è di dubbia legittimità costituzionale l'aver delegificato le norme in materia di ordinamenti professionali, compresi quelli che coinvolgono i diritti dei cittadini; stupisce, peraltro, che il Governo, accettando l’ordine del giorno, non faccia altro che riconoscere questa evidente mancanza e pecca giuridica, senza porvi immediato rimedio.
Il Consiglio nazionale forense chiederà al Governo ovviamente il rispetto dell’impegno assunto in Parlamento.
In questo difficile passaggio, confortano le parole del presidente della Camera Gianfranco Fini, che nella cerimonia per la consegna delle toghe d’oro a Napoli,avvenuta venerdì scorso, ha sottolineato “la centralità della salvaguardia dell' indipendenza dell' avvocato anche attraverso la difesa di strumenti di autonomia quali lo stesso modello ordinistico. Mi sembra auspicabile - ha aggiunto - che al momento di intervenire sulle condizioni di esercizio dell' avvocatura si proceda con la massima consapevolezza delle funzione sociale e costituzionale della professione forense” Il presidente Fini ha suggerito a Governo e Parlamento un metodo da applicare alla discussione sulla professione forense, evidenziando che “lo stretto legame esistente tra efficienza del 'sistema giustizia' e sviluppo economico debba essere affrontato senza chiusure pregiudiziali da parte dei vari attori istituzionali, nell' ottica di perseguire un equilibrio ragionevole tra contenimento dei costi e celerità dei procedimenti, tenendo nella dovuta considerazioni gli apporti e le riflessione della classe forense”.
LEGGI DI SEGUITO IL TESTO DELL'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DALLA CAMERA IL 16 DICEMBRE 2011, IN OCCASIONE DELLA VOTAZIONE SUL DECRETO "SALVA ITALIA" ...
La Camera,
premesso che:
l'articolo 33 novella l'articolo 10 della legge n. 183 del 2011 (legge di stabilità che entrerà in vigore il 1o gennaio 2012), che rimette ad un regolamento di delegificazione la disciplina della riforma degli ordinamenti professionali per garantire una maggiore liberalizzazione;
l'articolo 33, inoltre sostituisce il comma 2 dell'articolo 10 della legge di stabilità disponendo l'abrogazione di tutte le norme vigenti sugli ordinamenti professionali a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento di delegificazione, specificando che le abrogazioni riguarderanno solamente le norme sugli ordinamenti professionali in contrasto con i principi cui deve attenersi il regolamento medesimo;
la disposizione in esame stabilisce poi che queste norme saranno comunque abrogate, anche in caso di mancata emanazione del regolamento, alla data del 13 agosto 2012;
il termine previsto per l'emanazione del regolamento del 13 agosto 2012 è di carattere meramente ordinatorio con il rischio che il regolamento possa essere emanato anche oltre tale scadenza;
l'articolo 33 prevede dunque l'abrogazione delle norme sugli ordinamenti professionali in contrasto con i principi dettati per il regolamento di delegificazione, rimettendo peraltro l'individuazione di tali norme all'interprete, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di certezza del diritto;
attesa la rilevanza costituzionale che rivesta l'avvocatura, il tipo di attività di interesse pubblico che svolge, nonché la sua secolare tradizione all'interno dell'ordinamento dello Stato, sarebbe necessario che alla riforma della professione forense si proceda con legge e non con regolamento, di rango normativo secondario;
è di dubbia legittimità costituzionale l'aver delegificato le norme in materia di ordinamenti professionali, compresi quelli che coinvolgono i diritti dei cittadini;
in Commissione Giustizia della Camera dei deputati è fermo da diverso tempo un progetto di legge largamente condiviso, già approvato in Senato, contenente la riforma organica della disciplina della professione, impegna il Governo a valutare l'opportunità di attuare la riforma della professione forense con atto normativo di rango primario, considerando il progetto di legge già incardinato in Commissione Giustizia della Camera dei deputati contenente la riforma organica della disciplina della professione di avvocato, al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi economici rivolti alla stabilità del mercato e alla ripresa economica e salvaguardare al contempo i principi, anche costituzionalmente garantiti, sui quali si fonda la professione forense e l'antica tradizione giuridica nazionale preservandone il decoro, l'autonomia e l'indipendenza.
9/4829-A/178. Frassinetti.
MIO COMMENTO: POI DICONO CHE NON ESISTE LA LOBBY DEGLI AVVOCATI IN PARLAMENTO!
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