
La Corte di giustizia, Grande Sezione, con sentenza del 6/5/2014 nella causa C-43/12, ha annullato (mantenendone però gli effetti per un anno stante le esigenze di certezza del diritto) la direttiva 2011/82/Ue, entrata in vigore il 7/11/2013. La Corte ha accolto il ricorso della Commissione europea contro il Parlamento e il Consiglio che con esse erano stati gli "artefici" della medesima direttiva. Si legge al punto 56 della sentenza: "Alla luce di ciò, considerazioni importanti di certezza del diritto giustificano che la Corte mantenga gli effetti di detta direttiva sino all’entrata in vigore, entro un termine ragionevole che non può eccedere i dodici mesi a partire dalla data di pronuncia della presente sentenza, di una nuova direttiva basata sul fondamento giuridico appropriato, ossia l’articolo 91, paragrafo 1, lettera c), TFUE."
LEGGI DI SEGUITO LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DEL 6/5/2014 NELLA CAUSA C-43/12 ...
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E POSSIBILE FONTE DI RESPONSABILITA' PER LO STATO E PER GLI STESSI CONSIGLI DEGLI ORDINI (A SEGUITO DI RIVALSA DA PARTE DELLO STATO VERSO I CONSIGLI DEGLI ORDINI) ? 

