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Corte costituzionale e interpretazione adeguatrice

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Riporto un passo tratto dalla conferenza stampa del Presidente della Corte costituzionale Franco Bile dell'8/2/2007 che ebbe ad oggetto "La giustizia costituzionale nel 2006".
Evidenziò l'allora Presidente della Corte: "Anche nell’anno appena trascorso la Corte ha frequentemente applicato il principio per cui si dichiara incostituzionale una legge non perché se ne possa dare un’interpretazione contraria a Costituzione, ma solo perché non ne sia possibile un’interpretazione conforme. E ha sovente dichiarato inammissibili questioni sollevate in via incidentale da giudici che non avevano previamente e congruamente sperimentato la possibilità di tale interpretazione adeguatrice o costituzionalmente orientata.
La Corte ha così confermato che – prima del controllo di costituzionalità accentrato ad essa spettante – ne esiste uno diffuso, che ciascun giudice é tenuto ad esercitare compiutamente, prima di sollevare
una questione di costituzionalità.

7. – A proposito di decisioni di inammissibilità, per non corretta instaurazione del giudizio di costituzionalità, anche nel 2006 – come del resto negli anni precedenti – il loro numero é stato elevato.
In prevalenza si tratta di giudizi in via incidentale, nei quali il giudice rimettente – trascurando il principio di autosufficienza dell’ordinanza di rimessione – non ha descritto, o non ha descritto compiutamente, la fattispecie concreta; ovvero non ha motivato, o non ha motivato congruamente, sulla rilevanza; ovvero – come prima si é detto – ha omesso di ricercare la possibilità di dare della norma in esame un’interpretazione adeguatrice".
 


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