Leggo, all'indirizzo http://www.consiglionazionaleforense.it/site/home.html , "IN EVIDENZA" sul sito del Consiglio Nazionale Forense, il 6/9/2012:
"Riforma forense, l’Avvocatura denuncia il tentativo del Governo di bloccare l’esame parlamentare. Decisa l’impugnazione del regolamento professioni e del decreto parametri
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L’Avvocatura ha denunciato con forza il grave attacco alla democrazia parlamentare che il Governo ha perpetrato il 5 settembre, sottoponendo l’assenso al passaggio della riforma forense in sede deliberante in commissione giustizia della Camera a una serie di condizioni che svuotano la stessa riforma, già passata al vaglio del Senato e della stessa commissione giustizia di Montecitorio.
Siamo al di fuori di ogni prassi costituzionale e il Consiglio nazionale forense ha immediatamente reagito denunciando questa prevaricazione che punta ad esautorare il Parlamento con un Comunicato stampa a stretto giro, dopo la consegna della nota dei ministri per i rapporti con il Parlamento e della giustizia, indirizzata alla presidente della commissione giustizia di Montecitorio Giulia Bongiorno, ai componenti della commissione giustizia.
Sulla ferma posizione del Consiglio si è ritrovata tutta l’Avvocatura, che è convenuta mai così numerosa sempre il 5 settembre a Roma su iniziativa dello stesso Cnf (presenti la Cassa forense, la quasi totalità dei 165 Ordini forensi e le Unioni, l’Oua e le associazioni riconosciute dal Congresso), per fare il punto dopo la pubblicazione in Gazzetta dei primi regolamenti del Governo in tema di professioni (il dpr n. 137 del 7 agosto 2012 e il decreto ministeriale parametri del 20 luglio 2012).
In questa sede il Cnf ha annunciato la decisione di impugnare i regolamenti sulle professioni e i parametri per eccesso di potere, volontà poi condivisa da tutta l’avvocatura; decisione che appare tanto più necessaria alla luce degli ultimi eventi.
Ai presidenti degli Ordini forensi è stato poi distribuito un ampio dossier che da una parte illustra le ragioni di impugnabilità del regolamento professioni e del decreto parametri e dall’altro contiene alcune schede tematiche di approfondimento.
Sono state inoltre illustrate alla platea, sotto forma di domande e risposte, alcune soluzioni individuate dal Cnf in merito agli aspetti maggiormente problematici del Dpr n.137, per individuare indirizzi uniformi nella gestione degli Albi. In questa pagina è possibile scaricare tutto il materiale predisposto per la riunione".
E' interessante leggere il dossier n. 7/2012 dell'ufficio studi del C.N.F. (dedicato alla riforma delle professioni, ai parametri e al filtro in appello) ma soprattutto è interessante riflettere sul fatto che il C.N.F., uno e trino (legislatore di settore in quanto artefice del codice deontologico; giudice speciale della discipline e della tenuta degli albi; amministratore di settore <ad esempio in materia di formazione e in tante altre>) si periti di illustrare alla platea dei Consigli degli Ordini locali e poi pubblicare sul suo sito internet in forma di domande e risposte, sotto forma di domande e risposte, "alcune soluzioni individuate dal Cnf in merito agli aspetti maggiormente problematici del Dpr n.137, per individuare indirizzi uniformi nella gestione degli Albi". Secondo me ce n'è abbastanza per sollevare una marea di questioni di legittimità costituzionale in ordine alla natura di giudice di un soggetto che spiega ai COA come amministrare in concreto in materia di disciplina e tenuta degli albi e poi può essere il giudice dei provvedimenti che, in quelle materie, quegli stessi COA adotteranno. Montesquieu si rigererà nella tomba.
(A commentare una tale notizia non trovo immagine è più adatta di quella dell'illusione ottica di cambiamento data dalle 9 sfere che sembrrano girare e invece stanno immobili. Che tutto cambi perchè nulla cambi ? NO ... STAVOLTA NON FUNZIONERA' !)
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