Segui su www.avvocati-part-time.it tutte le tappe parlamentari della riforma forense. LEGGI DI SEGUITO IL RESOCONTO DELLA SEDUTA DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEL 28 SETTEMBRE 2011 ...
Mercoledì 28 settembre 2011. - Presidenza del presidente Giulia BONGIORNO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per la giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati e Giacomo Caliendo.
Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense.
C. 3900, approvato dal Senato, C. 420 Contento, C. 1004 Pecorella, C. 1447 Cavallaro, C. 1494 Capano, C. 1545 Barbieri, C. 1837 Mantini, C. 2246 Frassinetti e C. 2419 Cassinelli.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviato il 20 luglio 2011.
Giulia BONGIORNO, presidente, ricorda che la Commissione ha iniziato l'esame dei provvedimenti in titolo il 26 gennaio 2011 e che nella seduta del 20 luglio 2011 è stato adottato come testo base il testo della proposta di legge C. 3900, approvata dal Senato.
In seguito, con la recente manovra finanziaria, contenuta nel decreto-legge 30 agosto 2011, n. 138, convertito con legge 14 settembre 2011, n. 148, il Governo ha individuato, all'articolo 3, comma 5, alcuni principi ai quali dovrà ispirarsi il legislatore nella riforma degli ordinamenti professionali (libero accesso alla professione, formazione continua, tirocinio, assicurazione, tariffe e pubblicità, procedimento disciplinare).
Nell'ambito dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, è emersa quindi l'esigenza di chiedere al Governo dei chiarimenti in merito ai propri intendimenti in materia di disciplina delle professioni e, in particolare, della professione forense, con particolare riferimento all'incidenza dei principi stabiliti dall'articolo 3, comma 5, del citato decreto legge, sui provvedimenti in esame presso la Commissione. Ciò al fine di poter proseguire utilmente l'esame in Commissione dei provvedimenti in titolo.
Ricorda inoltre che, su richiesta unanime dei gruppi, il termine per la presentazione degli emendamenti, già fissato il 22 settembre, è stato posticipato alle ore 14 del 3 ottobre prossimo.
Il sottosegretario Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI fa presente come, sulla questione prospettata, sia in corso un confronto con il Ministro della giustizia, ma dichiara di non essere ancora in grado di fornire i richiesti chiarimenti, essendo ancora in corso gli opportuni approfondimenti. Precisa comunque come sia emerso che i principi di cui all'articolo 3, comma 5, del decreto-legge n. 138 del 2011 non sembrino presentare particolari profili di incompatibilità con il testo base adottato dalla Commissione. Si riserva tuttavia di rispondere alla Commissione in maniera più compiuta una volta completato il predetto confronto.
Giulia BONGIORNO, presidente, tenendo conto della rilevanza del provvedimento in esame, che è particolarmente atteso dal mondo forense, e dell'imminente scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti, chiede al rappresentante del Governo se sia possibile fornire i chiarimenti entro la giornata di domani.
Il sottosegretario Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI assicura che fornirà i chiarimenti richiesti nel più breve tempo possibile, ma non ritiene che ciò sia possibile già nella giornata di domani.
Roberto CASSINELLI (PdL), relatore, sottolinea come l'articolo 3, comma 5, del decreto-legge in questione non abbia adottato lo strumento della delega, bensì uno strumento molto più elastico, costituito dall'indicazione di principi generali ai quali sarà possibile adeguarsi nel termine ordinatorio di 12 mesi, eventualmente anche prevedendo delle disposizioni che, se del caso, contengano delle deroghe ragionevoli per casi specifici. Nel merito, non ritiene che sussista un problema di compatibilità. Osserva, segnatamente, come i principi individuati siano per lo più compatibili con il testo in esame, citando, a titolo esemplificativo, la netta distinzione tra attività d'impresa e attività professionale, il mantenimento dell'esame di stato, l'autonomia ed indipendenza dell'attività professionale. Precisa, inoltre, come anche i principi in materia di tariffe professionali siano solo apparentemente in contrasto con quanto previsto dal testo della proposta di legge A.C. 3900.
In conclusione, ritiene che l'esame del provvedimento debba proseguire senza esitazioni, essendo possibile in tal modo dare agevole attuazione ai principi introdotti dalla manovra finanziaria nel termine di 12 mesi. Auspica quindi che anche il Governo, nel fornire i chiarimenti in ordine alla compatibilità tra il testo base adottato dalla Commissione e i principi introdotti dalla recente manovra finanziaria, concordi sull'insussistenza di ostacoli insormontabili.
Cinzia CAPANO (PD) dichiara di non condividere assolutamente l'intervento del relatore, essendo del tutto evidente l'incompatibilità tra il testo base adottato dalla Commissione e i principi di cui alla recente manovra finanziaria. Osserva come sia estremamente difficoltoso presentare degli emendamenti senza che prima il Governo abbia fornito i chiarimenti richiesti, ritenendo quindi indispensabile la proroga del termine fissato il 3 ottobre.
Ribadisce comunque il giudizio critico sul provvedimento in esame, invitando la maggioranza ed il Governo a non accogliere acriticamente e supinamente la posizione del Consiglio nazionale forense, che è l'unico organismo a volerne l'approvazione, mentre tutto il resto dell'avvocatura la contesta.
Nicola MOLTENI (LNP) sottolinea come il proprio gruppo ritenga di fondamentale importanza riformare la professione forense e come abbia votato la recente manovra finanziaria, condividendone i principi, anche in materia di professione. Ritiene peraltro che, al fine di presentare proposte emendative utili, occorra chiarire la questione della compatibilità dei principi introdotti dalla manovra con il testo in esame. Se quindi il Governo non fosse in grado di fornire tali chiarimenti in tempi ragionevoli, riterrebbe opportuno che si valutasse la possibilità di prorogare il termine per gli emendamenti.
Giulia BONGIORNO, presidente, tenendo conto che si tratta di un provvedimento particolarmente rilevante, ritiene preferibile che si cerchi di evitare un'ulteriore proroga del termine per presentare gli emendamenti. La decisione sul punto, in ogni caso, deve essere attentamente ponderata e potrà essere assunta nell'ambito della riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che sarà convocata nella giornata di domani.
Il sottosegretario Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI in ossequio alla sovranità del Parlamento, che è tanto più evidente in questo caso in quanto l'A.C. 3900, adottato come testo base dalla Commissione, è una proposta di legge di iniziativa parlamentare, precisa come il Governo non intenda in alcun modo incidere sull'organizzazione dei lavori della Commissione. Pur ribadendo l'impegno a fornire i chiarimenti richiesti nel più breve tempo possibile, ritiene che la Commissione possa comunque proseguire l'esame senza bisogno di prorogare il termine per gli emendamenti, potendosi discutere di eventuali problemi di compatibilità con i principi introdotti dalla manovra finanziaria anche nel corso dell'esame degli emendamenti. Ricorda d'altra parte come i lavori di questa Commissione si siano sempre distinti per l'ampiezza e la lealtà del confronto tra le sue componenti politiche e con il Governo.
Donatella FERRANTI (PD) dichiara di non condividere quanto affermato dal relatore, poiché i principi in materia di professione introdotti dalla manovra finanziaria producono un forte impatto sul testo base adottato dalla Commissione. Ritiene che tale impatto renda necessaria una proroga del termine per gli emendamenti, riservandosi di riproporre la questione nel prossimo ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Federico PALOMBA (IdV) sottolinea come i principi introdotti dall'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 30 agosto 2011, n. 138, convertito con legge 14 settembre 2011, n. 148, interferiscano in modo rilevante con quelli affermati dall'A.C. 3900, adottato come testo base dalla Commissione. Ritiene indispensabile quindi che il Governo fornisca i richiesti chiarimenti prima della scadenza del termine per gli emendamenti.
Mario CAVALLARO (PD) osserva come la questione dell'eventuale proroga del termine per gli emendamenti non sia la questione centrale da affrontare. Sottolinea, infatti, come la disciplina contenuta nel testo base, già di per se insufficiente, sia stata resa del tutto evanescente dall'ingresso nell'ordinamento dei princìpi in materia di professione previsti dalla recente manovra finanziaria. Nel dissentire da quanto affermato al relatore, ricorda l'urgenza di intervenire per restituire una dignità, anche sotto il profilo socio-economico, all'Avvocatura. Invita quindi la Commissione ed il Governo a concentrarsi sul merito e sulla sostanza del provvedimento.
Francesca CILLUFFO (PD) rileva come, dall'analisi del testo in esame, emergano numerose incongruenze con i principi introdotti dalla recente manovra finanziaria. Vi sono tuttavia delle disposizioni che, indipendentemente dall'interferenza con quei principi, dovranno essere necessariamente corrette al fine di approvare una riforma, seria ed efficace, della professione forense.
Lanfranco TENAGLIA (PD), intervenendo a titolo personale, esprime preliminarmente il timore che il lodevole intento del presidente Bongiorno di evitare ulteriori rallentamenti dei tempi d'esame del provvedimento, che si sono oltremodo allungati per le indecisioni della maggioranza, dovrà scontrarsi con la realtà dei fatti. Esprime quindi forti perplessità sul reale significato del termine «liberalizzazione», quando viene riferito ad una professione della quale fanno parte circa trecentomila professionisti. Ritiene, infatti, che le indicazioni provenienti dall'Europa siano unicamente dirette a considerare questa professione come un mero costo per le aziende: un costo che deve essere ridotto. L'intervento contenuto nella manovra finanziaria rappresenta la conferma di come la prestazione professionale sia considerata alla stregua di una merce, di un costo. Rileva come tale forma di liberalizzazione finisca per favorire non il consumatore, non i giovani, ma coloro che hanno la forza di contrattare la tariffa professionale. Ritiene quindi necessario sgomberare il campo dagli equivoci ed invita il Governo a chiarire la dicotomia tra i principi della manovra ed il testo base, dichiarando di condividere in gran parte quest'ultimo.
Giulia BONGIORNO, presidente, non essendovi altri iscritti a parlare, ricorda che la questione relativa all'opportunità di prorogare ulteriormente il termine per la presentazione degli emendamenti potrà essere valutata nell'ambito dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che sarà convocato nella giornata di domani. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.
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