Il Dipartimento Economico della CGIL e la Consulta delle Professioni CGIL hanno aderito al sit- in di protesta, nella mattina 15 aprile 2010, davanti al Ministero di Giustizia a Roma contro l'esclusione delle associazioni di rappresentanza dei professionisti in quanto datori di lavoro (come Confprofessioni che stipula il contratto degli studi professionali per oltre un milione di addetti).
Hanno evidenziato in un comunicato (che puoi leggere di seguito) che nel confronto sulla Riforma delle Professioni si devono includere anche le Organizzazioni Sindacali.
Ciò perchè i professionisti sia iscritti agli ordini sia fuori dal sistema ordinistico operano per oltre il 70%
come lavoratori dipendenti. Inoltre tutte le organizzazioni sindacali hanno decine di migliaia di iscritti e diverse strutture consolidate di rappresentanza del lavoro professionale anche autonomo.
Nel confronto sulla Riforma delle Professioni si devono includere anche le
Organizzazioni Sindacali.
I professionisti sia iscritti agli ordini sia fuori dal sistema ordini stico operano per oltre il
70% come lavoratori dipendenti. Inoltre tutte le organizzazioni sindacali hanno decine di
migliaia di iscritti e diverse strutture consolidate di rappresentanza del lavoro professionale
anche autonomo.
La CGIL, inoltre, denuncia anche la gravità dell’esclusione delle associazioni professionali
non regolate (come il Colap che rappresenta 214 associazioni) e le Associazioni di
rappresentanza dei professionisti in quanto datori di lavoro (come Confprofessioni e che
stipula il contratto degli studi professionali per oltre un milione di addetti).
Tutti questi soggetti sono esclusi dalla discussione sulla riforma delle professioni e non
possono sostenere le loro proposte sui molti problemi dovuti: alla mancata riforma di un
sistema duale delle professioni (ordini/associazioni), alla sempre minore concorrenza
presente nel settore e alla difficoltà dei giovani ad accedere alla professione.
Tutto ciò, poi, è aggravato dalla crisi economica che si sta attraversando.
Al contrario nel gruppo di lavoro convocato dal Guardasigilli Alfano per domani 15 aprile
per la formulazione di uno statuto delle libere professioni sono presenti solo gli ordini
professionali.
Questa posizione del Governo e del Ministro Alfano denota ancora una volta il carattere
anacronistico e corporativo che, con le proposte sulla riforma dell’avvocatura e del sistema
degli ordini professionali, la maggioranza parlamentare ha della concorrenza e dei
processi di liberalizzazione, riportando indietro questo paese e sbarrando la strada ai
giovani professionisti a cui si riducono ancora gli spazi di mobilità sociale.
Sia la non volontà di dialogo con tutte le forze sociali e di rappresentanza sia i mancati
interventi: sugli ammortizzatori sociali, sull’accesso al credito, sui tempi di pagamento,
sulla formazione, sull’estensione delle tutele sociali, denota il disinteresse per le condizioni
di profondo disagio che molti professionisti, soprattutto quelli non convocati dal Ministro,
vivono in questa crisi.
Per questo il Dipartimento Economico della CGIL e la Consulta delle Professioni CGIL
aderiscono al sit- in di protesta per giovedì mattina 15 aprile proprio davanti al Ministero di
Giustizia a Roma contro questa esclusione e contro la linea del Governo.
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