Nessuna donna nel C.N.F. E' un caso?

Venerdì 12 Ottobre 2007 14:14 avv. Maurizio Perelli Notizie - Tutte le notizie
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 Si sa che il part-time (inteso come destinazione ad attività non retribuita di parte delle ore ipoteticamente destinabili al lavoro) è donna. E allora azzardo una spiegazione di un fenomeno che pare strano, visto che in Italia le donne avvocato sono il 36% dei nostri colleghi (in media nella U.E. sono il 35%). Lo strano fenomeno è che nel C.N.F. non è stata eletta neppure una donna. E e la spiegazione che azzardo è che il vertice istituzionale della professione forense sia l'espressione, ormai, solo di una parte dell'avvocatura, non sia più rappresentativo della "base". Secondo me il pregiudizio che porta ad aborrire il part-time è lo stesso che porta a non eleggere nemmeno una donna tra i 26 consiglieri del C.N.F.; ed è un pregiudizio diffuso tanto tra le donne (evidentemente anche le donne hanno votato uomini a rappresentarle al C.N.F.) quanto tra gli uomini. Ecco il pregiudizio sbagliato: "Per fare bene bisogna fare una cosa sola". Niente di più falso (e impossibile) secondo me. In fondo il "genio femminile" è fare tante cose part time.

E che dire della scarsa rappresentanza, in seno al C.N.F., dei moltissimi (e se son troppi saranno problemi loro!) giovani colleghi? L'età media dei consiglieri del C.N.F. supera i 60 anni!  "Tutto si regge" diceva qualcuno, e anche le varie espressioni del pregiudizio corporativo - paternelistico - autorefernziale - anticoncorrenziale si disvelano se solo si pone attenzione alle travi anzichè alle pagliuzze.