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CGUE sentenza Abercrombie (C-143/16): le parti sociali devono rispettare la direttiva 2000/78/CE

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La Corte di giustizia, con sentenza del 19/7/2017 nella causa Abercrombie (C-143/16), ha dichiarato che:

"Larticolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea nonch larticolo 2, paragrafo 1, larticolo 2, paragrafo 2, lettera a), e larticolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parit di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano ad una disposizione, quale quella di cui al procedimento principale, che autorizza un datore di lavoro a concludere un contratto di lavoro intermittente con un lavoratore che abbia meno di 25 anni, qualunque sia la natura delle prestazioni da eseguire, e a licenziare detto lavoratore al compimento del venticinquesimo anno, giacch tale disposizione persegue una finalit legittima di politica del lavoro e del mercato del lavoro e i mezzi per conseguire tale finalit sono appropriati e necessari."

Certo, riconosce la Corte, la licenziabilit del lavoratore al compimento del venticinquesimo anno introduce una differenza di trattamento fondata sullet, ma tale differenza di trattamento giustificata dal fine di favorire loccupazione dei giovani (normalmente penalizzati per lassenza di esperienza professionale). La finalit legittima stata individuata nell'agevolatzione dell'ottenimento di un lavoro che, pur non essendo stabile, costituisca comunque una prima esperienza di lavoro (trattata -finch dura- in maniera complessivamente non meno favorevole rispetto al trattamento riservato ad un lavoratore stabile).

LEGGI DI SEGUITO LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA NELLA CAUSA C-143/16 (le sottolineature sono mie) ...

SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)

19 luglio 2017(*)

Rinvio pregiudiziale Politica sociale Direttiva 2000/78/CE Parit di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro Articolo 2, paragrafo 1 Articolo 2, paragrafo 2, lettera a) Articolo 6, paragrafo 1 Discriminazione fondata sulletࠖ Contratto di lavoro intermittente che pu essere concluso con soggetti con meno di 25 anni di etࠖ Cessazione automatica del contratto di lavoro quando il lavoratore compie 25 anni

Nella causa C?143/16,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dellarticolo 267TFUE, dalla Corte suprema di cassazione (Italia), con ordinanza del 15 dicembre 2015, pervenuta in cancelleria il 9 marzo 2016, nel procedimento

Abercrombie & Fitch Italia Srl

contro

Antonino Bordonaro,

LA CORTE (Prima Sezione),

composta da R.Silva de Lapuerta, presidente di Sezione, J.-C.Bonichot, A.Arabadjiev (relatore), C.G.Fernlund e S.Rodin, giudici,

avvocato generale: M.Bobek

cancelliere: R.Schiano, amministratore

vista la fase scritta del procedimento e in seguito alludienza del 12 gennaio 2017,

considerate le osservazioni presentate:

per la Abercrombie & Fitch Italia Srl, da G. Di Garbo, G.Brocchieri, G.Iorio Fiorelli ed E.Ceracchi, avvocati;

per Antonino Bordonaro, da A.Guariso, avvocato;

per il governo italiano, da G.Palmieri, in qualit di agente, assistita da G. De Socio, avvocato dello Stato;

per la Commissione europea, da D.Martin e G.Gattinara, in qualit di agenti,

sentite le conclusioni dellavvocato generale, presentate alludienza del 23 marzo 2017,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sullinterpretazione dellarticolo 2, paragrafo 1, dellarticolo 2, paragrafo 2, lettera a), e dellarticolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parit di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (GU 2000, L303, pag.16), nonch dellarticolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea (in prosieguo: la Carta).

2 Tale domanda stata proposta nellambito di una controversia tra la Abercrombie & Fitch Italia Srl (in prosieguo: la Abercrombie) ed il sig.Antonino Bordonaro in merito alla risoluzione del contratto di lavoro intermittente di questultimo, avvenuta in base al solo motivo che il convenuto aveva compiuto 25 anni.

Contesto normativo

Diritto dellUnione

3 Ai sensi del suo articolo 1, la direttiva 2000/78 mira a stabilire un quadro generale per la lotta alle discriminazioni fondate sulla religione o le convinzioni personali, gli handicap, let o le tendenze sessuali, per quanto concerne loccupazione e le condizioni di lavoro al fine di rendere effettivo negli Stati membri il principio della parit di trattamento.

4 Larticolo 2 della direttiva cos recita:

1.Ai fini della presente direttiva, per principio della parit di trattamento si intende lassenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta basata su uno dei motivi di cui allarticolo 1.

2.Ai fini del paragrafo 1:

a)sussiste discriminazione diretta quando, sulla base di uno qualsiasi dei motivi di cui allarticolo 1, una persona trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata unaltra in una situazione analoga;

(...).

5 Larticolo 6, paragrafo 1, della direttiva cos formulato:

1.Fatto salvo larticolo 2, paragrafo 2, gli Stati membri possono prevedere che le disparit di trattamento in ragione dellet non costituiscano discriminazione laddove esse siano oggettivamente e ragionevolmente giustificate, nellambito del diritto nazionale, da una finalit legittima, compresi giustificati obiettivi di politica del lavoro, di mercato del lavoro e di formazione professionale, e i mezzi per il conseguimento di tale finalit siano appropriati e necessari.

Tali disparit di trattamento possono comprendere in particolare:

a)la definizione di condizioni speciali di accesso alloccupazione e alla formazione professionale, di occupazione e di lavoro, comprese le condizioni di licenziamento e di retribuzione, per i giovani, i lavoratori anziani e i lavoratori con persone a carico, onde favorire linserimento professionale o assicurare la protezione degli stessi;

b)la fissazione di condizioni minime di et, di esperienza professionale o di anzianit di lavoro per laccesso alloccupazione o a taluni vantaggi connessi alloccupazione;

(...).

Diritto italiano

6 Larticolo 34 del decreto legislativo del 10 settembre 2003, n.276 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n.30 (GURI n.235 del 9 ottobre 2003 Supplemento ordinario n.159; in prosieguo: il decreto legislativo n.276/2003), nella versione vigente alla data della conclusione del contratto tra la Abercrombie e il sig.Bordonaro, ossia il 14 dicembre 2010, cos disponeva:

1.Il contratto di lavoro intermittente pu essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero per periodi predeterminati nellarco della settimana, del mese o dellanno ai sensi dellarticolo 37.

2.Il contratto di lavoro intermittente pu in ogni caso essere concluso con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di venticinque anni di et ovvero da lavoratori con pi di quarantacinque anni di et, anche pensionati.

(...).

7 Larticolo 34, paragrafo 2, del decreto legislativo n.276/2003, nella versione vigente al momento del licenziamento del sig.Bordonaro, cos disponeva:

Il contratto di lavoro intermittente pu in ogni caso essere concluso con soggetti con pi di cinquantacinque anni di et e con soggetti con meno di ventiquattro anni di et, fermo restando in tale caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di et.

8 Larticolo 34 del decreto legislativo n.276/2003 stato abrogato dal decreto legislativo del 15 giugno 2015, n.81 (GURI n.144 del 24 giugno 2015 Supplemento ordinario n.34). Le sue disposizioni sono state tuttavia sostanzialmente riprese allarticolo 13 del decreto legislativo da ultimo citato, ai sensi del quale:

1.Il contratto di lavoro intermittente il contratto, anche a tempo determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne pu utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi, anche con riferimento alla possibilit di svolgere le prestazioni in periodi predeterminati nellarco della settimana, del mese o dellanno. In mancanza di contratto collettivo, i casi di utilizzo del lavoro intermittente sono individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

2.Il contratto di lavoro intermittente pu in ogni caso essere concluso con soggetti con meno di 24 anni di et, purch le prestazioni lavorative siano svolte entro il venticinquesimo anno, e con pi di 55 anni.

3.In ogni caso, con leccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro intermittente ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a quattrocento giornate di effettivo lavoro nellarco di tre anni solari. In caso di superamento del predetto periodo il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

4.Nei periodi in cui non ne viene utilizzata la prestazione il lavoratore intermittente non matura alcun trattamento economico e normativo, salvo che abbia garantito al datore di lavoro la propria disponibilit a rispondere alle chiamate, nel qual caso gli spetta lindennit di disponibilit di cui allarticolo 16.

5.Le disposizioni della presente sezione non trovano applicazione ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni.

9 Larticolo 38 del decreto legislativo n.276/2003 prevede quanto segue:

1.Fermi restando i divieti di discriminazione diretta e indiretta previsti dalla legislazione vigente, il lavoratore intermittente non deve ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello, a parit di mansioni svolte.

2.Il trattamento economico, normativo e previdenziale del lavoratore intermittente riproporzionato, in ragione della prestazione lavorativa effettivamente eseguita, in particolare per quanto riguarda limporto della retribuzione globale e delle singole componenti di essa, nonch delle ferie e dei trattamenti per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale, maternit, congedi parentali.

(...).

Procedimento principale e questione pregiudiziale

10 Il sig.Bordonaro ha lavorato presso la Abercrombie a far data dal 14 dicembre 2010 sulla base di un contratto di lavoro a tempo determinato, convertito in contratto a tempo indeterminato il 1 gennaio 2012, con mansioni di magazziniere notturno. A termini del contratto, linteressato doveva, senza carattere di continuit, ad ogni richiesta in tal senso dellazienda, garantire lassistenza ai clienti e operare i registratori di cassa.

11 Nel corso del rapporto, per i primi mesi di servizio il sig.Bordonaro ha svolto tra i quattro e i cinque turni settimanali di lavoro notturno, e poi, dal 2011, tre o quattro turni settimanali. I turni venivano assegnati a tutto il personale mediante un prospetto quindicinale. Avendo constatato che il suo nome non figurava pi nel prospetto successivo a quello che terminava il 16 luglio 2012, e non avendo pi ricevuto nuove chiamate al lavoro, il sig.Bordonaro si rivolto allUfficio risorse umane della Abercrombie. Con email del 30 luglio 2012 il responsabile di detto ufficio gli ha comunicato che il suo rapporto di lavoro con la Abercrombie era terminato il 26 luglio 2012, data che corrispondeva al giorno del suo 25 compleanno, a causa del venir meno [in tale data] del requisito soggettivo dellet.

12 Il sig.Bordonaro ha depositato ricorso presso il Tribunale di Milano (Italia) chiedendo fosse accertata lillegittimit, per discriminazione in ragione dellet, del suo contratto di lavoro intermittente a tempo determinato nonch del suo licenziamento. Avendo il Tribunale di Milano dichiarato improponibile detto ricorso, linteressato ha proposto appello dinanzi alla Corte dappello di Milano (Italia), la quale, con sentenza del 3 luglio 2014, ha accertato lesistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e ha condannato la Abercrombie a riammettere linteressato nel posto di lavoro e a pagargli il risarcimento del danno.

13 La Abercrombie ha proposto un ricorso per cassazione avverso detta sentenza dinanzi alla Corte suprema di Cassazione (Italia). Il sig.Bordonaro ha proposto a sua volta un ricorso incidentale.

14 Il giudice del rinvio sinterroga circa la compatibilit dellarticolo 34, paragrafo 2, del decreto legislativo n.276/2003, nelle versioni applicabili al procedimento principale, con la direttiva n.2000/78 nonch con il principio di non discriminazione in base allet. In particolare, rileva che tale disposizione non pare contenere unesplicita ragione rilevante ai sensi dellarticolo 6, paragrafo 1, di detta direttiva.

15 In tali circostanze, il giudice del rinvio ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:

Se la normativa nazionale di cui allarticolo 34 del [decreto legislativo n.276/2003], secondo la quale il contratto di lavoro intermittente pu in ogni caso essere concluso con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di venticinque anni di et, sia contraria al principio di non discriminazione in base allet, di cui alla direttiva 2000/78 e alla [Carta] (articolo 21, paragrafo 1).

Sulla questione pregiudiziale

16 Con la sua questione pregiudiziale, il giudice del rinvio domanda, in sostanza, se larticolo 21 della Carta nonch larticolo 2, paragrafo 1, larticolo 2, paragrafo 2, lettera a), e larticolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78, debbano essere interpretati nel senso che essi ostano ad una disposizione, quale quella di cui al procedimento principale, che autorizza un datore di lavoro a concludere un contratto di lavoro intermittente con un lavoratore che abbia meno di 25 anni, qualunque sia la natura delle prestazioni da eseguire, e a licenziare detto lavoratore al compimento del venticinquesimo anno.

17 A titolo preliminare, occorre ricordare che, quando adottano misure rientranti nellambito di applicazione della direttiva 2000/78, nella quale trova espressione concreta, in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, il principio di non discriminazione fondata sullet, ora sancito dallarticolo 21 della Carta, gli Stati membri e le parti sociali devono agire nel rispetto di tale direttiva (sentenze del 13 settembre 2011, Prigge ea., C?447/09, EU:C:2011:573, punto 48; dell11 novembre 2014, Schmitzer, C?530/13, EU:C:2014:2359, punto 23, nonch del 21 dicembre 2016, Bowman, C?539/15, EU:C:2016:977, punto 19).

18 Occorre pertanto, in primo luogo, verificare se una disposizione quale quella oggetto del procedimento principale comporti una disparit di trattamento basata sullet, ai sensi dellarticolo 2 della direttiva 2000/78. Al riguardo va rammentato che, ai fini di tale disposizione, per principio della parit di trattamento si intende lassenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta basata su uno dei motivi di cui allarticolo 1 della medesima direttiva. Larticolo 2, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2000/78 precisa che, ai fini dellapplicazione dellarticolo 2, paragrafo 1, della stessa, sussiste discriminazione diretta quando, sulla base di uno qualsiasi dei motivi di cui allarticolo 1 della direttiva, una persona trattata in modo meno favorevole di unaltra in una situazione analoga.

19 Per quanto concerne innanzitutto la questione, sollevata dalla Commissione europea, se il sig.Bordonaro possa essere qualificato come lavoratore ai sensi dellarticolo 45TFUE, va ricordato che, secondo una giurisprudenza costante della Corte, tale nozione ha portata autonoma e non devessere interpretata restrittivamente. Pertanto, deve essere qualificata come lavoratore ogni persona che svolga attivit reali ed effettive, restando escluse quelle attivit talmente ridotte da risultare puramente marginali e accessorie. La caratteristica del rapporto di lavoro , secondo tale giurisprudenza, la circostanza che una persona fornisca, per un certo periodo di tempo, a favore di unaltra e sotto la direzione di questultima, prestazioni in contropartita delle quali riceva una retribuzione (sentenze del 3 luglio 1986, Lawrie-Blum, 66/85, EU:C:1986:284, punti 16 e 17; del 23 marzo 2004, Collins, C?138/02, EU:C:2004:172, punto 26, nonch del 3 maggio 2012, Neidel, C?337/10, EU:C:2012:263, punto 23).

20 La valutazione globale del rapporto di lavoro del sig.Bordonaro implica che siano presi in considerazione elementi relativi non solo alla durata del lavoro e al livello della retribuzione, ma anche alleventuale diritto a ferie retribuite, alla continuit della retribuzione in caso di malattia, allapplicabilit al contratto di lavoro di un contratto collettivo, al versamento di contributi e, nel caso, alla natura di questi ultimi (v., in tal senso, sentenza del 4 febbraio 2010, Genc, C?14/09, EU:C:2010:57, punto 27).

21 A tal proposito va ricordato che il sig.Bordonaro stato assunto il 14 dicembre 2010 con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato per svolgere, a ogni richiesta in tal senso della Abercrombie, mansioni di magazziniere notturno. Come risulta dal fascicolo in possesso della Corte, per i primi mesi di servizio egli ha svolto tra i quattro e i cinque turni settimanali di lavoro notturno e poi, dal 2011, tre o quattro turni settimanali. Inoltre, in sede di udienza dinanzi alla Corte, il sig.Bordonaro ha precisato di essersi trovato nella stessa situazione di altri 400 dipendenti della Abercrombie, il cui rapporto era disciplinato da contratti collettivi.

22 Si deve pertanto constatare che, tenuto conto delle condizioni in cui stata esercitata, la cui esattezza spetta al giudice del rinvio verificare, non si pu ritenere che lattivit del sig.Bordonaro sia stata puramente marginale e accessoria, ai sensi della giurisprudenza richiamata al punto 19 della presente sentenza.

23 dunque verosimile che il contratto di lavoro del sig.Bordonaro sia tale da consentirgli di avvalersi della qualit di lavoratore ai sensi dellarticolo 45TFUE.Spetta al giudice del rinvio, che lunico ad avere una conoscenza approfondita e diretta della controversia di cui al procedimento principale, valutare se si versi in tale ipotesi.

24 Si deve poi esaminare se il sig.Bordonaro possa sostenere di essere stato oggetto di una disparit di trattamento fondata sullet.

25 Per quanto concerne la comparabilit delle situazioni, si deve precisare che, da un lato, non necessario che le situazioni siano identiche, ma soltanto che siano comparabili e, dallaltro, che lesame di tale comparabilit deve essere condotto non in maniera generale e astratta, bens in modo specifico e concreto in riferimento alla prestazione di cui trattasi (sentenza del 12 dicembre 2013, Hay, C?267/12, EU:C:2013:823, punto 33 e giurisprudenza ivi citata).

26 Nel caso di specie, si deve rilevare che larticolo 34 del decreto legislativo n.276/2003 ha introdotto due diversi regimi non solo per laccesso e le condizioni di lavoro, ma anche per il licenziamento dei lavoratori intermittenti, in funzione della fascia di et alla quale detti lavoratori appartengono. Infatti, nel caso di lavoratori di et compresa tra i 25 e i 45 anni, il contratto di lavoro intermittente pu essere concluso solo per lesecuzione di prestazioni a carattere discontinuo o intermittente, secondo le modalit specificate dai contratti collettivi e per periodi predeterminati, mentre, nel caso di lavoratori di et inferiore ai 25 anni o superiore ai 45, la conclusione di un simile contratto di lavoro intermittente non subordinata ad alcuna di tali condizioni e pu avvenire in ogni caso, con la precisazione, come osservato dal governo italiano in sede di udienza, che i contratti conclusi con lavoratori di et inferiore ai 25 anni cessano automaticamente quando i medesimi compiono 25 anni.

27 Ne consegue che, per lapplicazione di disposizioni come quelle di cui al procedimento principale, la situazione di un lavoratore licenziato in ragione del solo compimento dei 25 anni di et oggettivamente comparabile con quella dei lavoratori che rientrano in unaltra fascia di et.

28 Pertanto, si deve constatare che la disposizione di cui al procedimento principale, nella parte in cui prevede che un contratto di lavoro intermittente possa essere concluso in ogni caso con un lavoratore di et inferiore a 25 anni e cessi automaticamente quando il lavoratore compie 25 anni, introduce una disparit di trattamento basata sullet, ai sensi dellarticolo 2, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2000/78.

29 In seconda battuta, occorre esaminare se tale disparit di trattamento possa essere giustificata.

30 A tal proposito, larticolo 6, paragrafo 1, primo comma, della direttiva 2000/78 enuncia che gli Stati membri possono prevedere che disparit di trattamento in ragione dellet non costituiscano discriminazione laddove esse siano oggettivamente e ragionevolmente giustificate, nellambito del diritto nazionale, da una finalit legittima, compresi giustificati obiettivi di politica del lavoro, di mercato del lavoro e di formazione professionale, e i mezzi per il conseguimento di tale finalit siano appropriati e necessari.

31 Si deve ricordare che gli Stati membri dispongono di un ampio margine di discrezionalit non solo nella scelta di perseguire uno scopo determinato fra altri in materia di politica sociale e di occupazione, ma altres nella definizione delle misure atte a realizzarlo (sentenza dell11 novembre 2014, Schmitzer, C?530/13, EU:C:2014:2359, punto 38 e giurisprudenza ivi citata).

32 Per quanto concerne la questione se la disposizione di cui al procedimento principale sia giustificata da una finalit legittima, ai sensi dellarticolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78, risulta dalle osservazioni del governo italiano che tale disposizione si inserisce in un contesto normativo finalizzato a valorizzare la flessibilit nel mercato del lavoro, quale strumento per incrementare loccupazione.

33 Per quanto concerne, in particolare, la categoria dei lavoratori di et inferiore ai 25 anni, emerge infatti dalle osservazioni del governo italiano che la facolt accordata ai datori di lavoro di concludere un contratto di lavoro intermittente in ogni caso e di risolverlo quando il lavoratore di cui trattasi compia 25 anni di et ha lobiettivo di favorire laccesso dei giovani al mercato del lavoro. Il governo italiano ha sottolineato che lassenza di esperienza professionale, in un mercato del lavoro in difficolt come quello italiano, un fattore che penalizza i giovani. Inoltre, la possibilit di entrare nel mondo del lavoro e di acquisire unesperienza, anche se flessibile e limitata nel tempo, pu costituire un trampolino verso nuove possibilit dimpiego.

34 In udienza, il governo italiano ha chiarito che lobiettivo principale e specifico della disposizione controversa nel procedimento principale non quello di consentire ai giovani un accesso al mercato del lavoro su base stabile, bens unicamente di riconoscere loro una prima possibilit di accesso a detto mercato. Si tratterebbe, con tale disposizione, di fornire loro una prima esperienza che possa successivamente metterli in una situazione di vantaggio concorrenziale sul mercato del lavoro. Pertanto, tale disposizione sarebbe relativa ad uno stadio precedente al pieno accesso al mercato del lavoro.

35 Si deve constatare che dette considerazioni legate allaccesso al mercato del lavoro e alla mobilit sono applicate ai giovani alla ricerca di un primo impiego, vale a dire ad una delle categorie di popolazione pi esposte al rischio di esclusione sociale. In udienza, lo stesso sig.Bordonaro ha attirato lattenzione sul fatto che il tasso di occupazione dei giovani per giovani intendendosi coloro che rientrano nella fascia di et compresa tra i 15 e i 25 anni passato dal 51% al 39% negli anni compresi tra il 2004 e il 2016.

36 Va ricordato che, ai sensi dellarticolo 6, paragrafo 1, secondo comma, lettera a), della direttiva 2000/78, la disparit di trattamento pu consistere nella definizione di condizioni speciali di accesso alloccupazione e alla formazione professionale, di occupazione e di lavoro, comprese le condizioni di licenziamento e di retribuzione, per i giovani, i lavoratori pi anziani e i lavoratori con persone a carico, onde favorire linserimento professionale o assicurare la protezione degli stessi.

37 Inoltre, va ricordato che la promozione delle assunzioni costituisce incontestabilmente una finalit legittima di politica sociale e delloccupazione degli Stati membri, in particolare quando si tratta di favorire laccesso dei giovani allesercizio di una professione (sentenza del 21 luglio 2011, Fuchs e Khler, C?159/10 e C?160/10, EU:C:2011:508, punto 49 e giurisprudenza ivi citata).

38 Allo stesso modo, la Corte ha dichiarato che lobiettivo di favorire il collocamento dei giovani nel mercato del lavoro onde promuovere il loro inserimento professionale e assicurare la protezione degli stessi pu essere ritenuto legittimo ai sensi dellarticolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78 (sentenza del 10 novembre 2016, de Lange, C?548/15, EU:C:2016:850, punto 27). In particolare, stato anche dichiarato come rappresenti una finalit legittima lagevolazione dellassunzione di giovani lavoratori aumentando la flessibilit nella gestione del personale (v., in tal senso, sentenza del 19 gennaio 2010, Kckdeveci, C?555/07, EU:C:2010:21, punti 35 e 36).

39 In tali circostanze, si deve constatare che la disposizione nazionale di cui al procedimento principale, avendo la finalit di favorire laccesso dei giovani al mercato del lavoro, persegue una finalit legittima, ai sensi dellarticolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78.

40 Occorre pertanto esaminare se i mezzi adoperati per il conseguimento di siffatta finalit siano appropriati e necessari.

41 Per quanto concerne ladeguatezza di una disposizione come quella di cui al procedimento principale, si deve rilevare che una misura che autorizza i datori di lavoro a concludere contratti di lavoro meno rigidi, tenuto conto dellampio potere discrezionale di cui godono gli Stati membri in materia, pu essere considerata come idonea a ottenere una certa flessibilit sul mercato del lavoro. immaginabile, infatti, che le aziende possano essere sollecitate dallesistenza di uno strumento poco vincolante e meno costoso rispetto al contratto ordinario e, quindi, incentivate ad assorbire maggiormente la domanda dimpiego proveniente da giovani lavoratori.

42 Per quanto concerne il carattere necessario della disposizione di cui al procedimento principale, va osservato, come fa valere la Abercrombie, che, in un contesto di perdurante crisi economica e di crescita rallentata, la situazione di un lavoratore che abbia meno di 25 anni e che, grazie ad un contratto di lavoro flessibile e temporaneo, quale il contratto intermittente, possa accedere al mercato del lavoro preferibile rispetto alla situazione di colui che tale possibilit non abbia e che, per tale ragione, si ritrovi disoccupato.

43 A sua volta, il governo italiano ha spiegato, in udienza, che dette forme flessibili di lavoro sono necessarie per favorire la mobilit dei lavoratori, rendere gli stipendi pi adattabili al mercato del lavoro e facilitare laccesso a tale mercato delle persone minacciate dallesclusione sociale, eliminando allo stesso tempo le forme di lavoro illegali.

44 Il governo italiano ha anche sottolineato, in udienza, che necessario che il maggior numero possibile di giovani possa far ricorso a tale tipo di contratto, al fine di raggiungere lobiettivo perseguito dalla disposizione nazionale di cui al procedimento principale. Orbene, se i contratti di lavoro conclusi ai sensi dellarticolo 34, paragrafo 2, del decreto legislativo n.276/2003 fossero stabili, le imprese non potrebbero offrire lavoro a tutti i giovani, con la conseguenza che un numero considerevole di giovani non potrebbe accedere a tali forme di lavoro.

45 Peraltro, il governo italiano ha evidenziato che la misura di cui al procedimento principale accompagnata da un certo numero di tutele. Infatti, larticolo 38 del decreto legislativo n.276/2003 stabilisce che il lavoratore intermittente non deve ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello, a parit di mansioni svolte.

46 Alla luce di tali considerazioni, si deve ritenere, considerato lampio margine discrezionale riconosciuto agli Stati membri non solo nella scelta di perseguire uno scopo determinato in materia di politica sociale e delloccupazione, ma altres nella definizione delle misure atte a realizzarlo, che il legislatore nazionale abbia potuto ragionevolmente considerare come necessaria ladozione di una disposizione quale larticolo 34, paragrafo 2, del decreto legislativo n.276/2003.

47 Tenuto conto delle considerazioni che precedono, si deve rispondere alla questione sollevata dichiarando che larticolo 21 della Carta nonch larticolo 2, paragrafo 1, larticolo 2, paragrafo 2, lettera a), e larticolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78 devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una disposizione, quale quella di cui al procedimento principale, che autorizza un datore di lavoro a concludere un contratto di lavoro intermittente con un lavoratore che abbia meno di 25 anni, qualunque sia la natura delle prestazioni da eseguire, e a licenziare detto lavoratore al compimento del venticinquesimo anno, giacch tale disposizione persegue una finalit legittima di politica del lavoro e del mercato del lavoro e i mezzi per conseguire tale finalit sono appropriati e necessari.

Sulle spese

48 Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

Per questi motivi, la Corte (Prima Sezione) dichiara:

Larticolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea nonch larticolo 2, paragrafo 1, larticolo 2, paragrafo 2, lettera a), e larticolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parit di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano ad una disposizione, quale quella di cui al procedimento principale, che autorizza un datore di lavoro a concludere un contratto di lavoro intermittente con un lavoratore che abbia meno di 25 anni, qualunque sia la natura delle prestazioni da eseguire, e a licenziare detto lavoratore al compimento del venticinquesimo anno, giacch tale disposizione persegue una finalit legittima di politica del lavoro e del mercato del lavoro e i mezzi per conseguire tale finalit sono appropriati e necessari.

SilvadeLapuerta

Bonichot

Arabadjiev

Fernlund

Rodin

Cos deciso e pronunciato a Lussemburgo il 19 luglio 2017.

Il cancelliere

Il presidente della Prima Sezione

A.Calot Escobar

R. SilvadeLapuerta

 

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